Cassino, tra memoria e voglia di futuro
- Historiale: memoria che parla al cuore.
- Festa di benvenuto: pizza, musica e amicizia
- L'incontro con il Sindaco di Cassino, Enzo Salera
- Montecassino: un’amicizia lunga 35 anni
- Nisida: storie che si incontrano, vite che ripartono
- Sport e momenti di vita comuni
- Sono stati giorni intensi
- La Parola di Verifica della Tappa di Cassino
Dopo l’accoglienza della Carovana a Roma nella Sala del Campidoglio (Leggi qui: Dal Madagascar al Campidoglio), il racconto della Tappa di Cassino si snoda attraverso una serie di appuntamenti che il gruppo della Carovana e i ragazzi della Comunità hanno vissuto insieme nella settimana calda di ferragosto. Quello che segue è il diario della tappa.
Festa di benvenuto: pizza, musica e amicizia
La sensazione più bella è stata a bordo piscina: sembrava la festa di una famiglia, un momento che non scorderò mai.
A bordo piscina – la location ormai tipica delle feste estive della comunità di Cassino – la Carovana è stata accolta con una serata di amicizia e allegria. I ragazzi hanno preparato ottime pizze, arricchite dalle verdure di stagione dell’orto della comunità, portando in tavola il sapore genuino del loro lavoro quotidiano.
Non poteva mancare il racconto dei protagonisti: Marco Pagliuca, capocarovana, ha condiviso il senso di questo viaggio, mentre Francesco ha raccontato la sua partenza proprio da Cassino per unirsi alla Carovana.
A sorpresa, Andrea e Stefano hanno improvvisato un’animazione musicale di grande qualità: la chitarra di Stefano e la voce di Andrea hanno accompagnato la serata, trasformandola in un momento di gioia condivisa.
Grazie agli amici e ai volontari di Exodus presenti, che con la loro partecipazione hanno reso questo incontro ancora più speciale.
L’incontro con il Sindaco di Cassino, Enzo Salera
Finalmente ho trovato il Punto Zero: l’inizio di una nuova vita, dove ho ricominciato a sorridere, piangere e dare senso alle cose.
Sin dagli inizi di Exodus, la Carovana ha sempre previsto tappe istituzionali. Oggi i ragazzi e gli educatori della Carovana hanno incontrato il Sindaco di Cassino, Enzo Salera, portando la loro testimonianza di impegno accanto a giovani con fragilità, disagio o problemi di dipendenza.
Raccontare le proprie storie, condividere esperienze e difficoltà ha significato aiutare la società – e chi la rappresenta – a prendere consapevolezza della gravità del fenomeno delle dipendenze. Un problema che attraversa tutte le fasce sociali e che chiede interventi concreti, politiche coraggiose e una comunità capace di non lasciare indietro nessuno.
L’impegno delle amministrazioni comunali è fortemente significativo nel lavoro di prevenzione, non solo contro la diffusione delle droghe ma anche rispetto ad altre forme di dipendenza come l’alcol e il gioco d’azzardo. La vicinanza delle istituzioni locali, la loro capacità di investire in progetti educativi e di sostegno alle famiglie, è una parte fondamentale di quella rete che può davvero cambiare la vita di tanti ragazzi.
Anche questa è la Carovana: un cammino che unisce persone e istituzioni, per costruire insieme strade di cambiamento e speranza.
Montecassino: un’amicizia lunga 35 anni
Ho scoperto che non sono solo a combattere questa battaglia: tante storie diverse, ma la stessa voglia di rinascere.
11 agosto – Questa mattina i ragazzi della Carovana sono stati accolti dal Padre Abate dom Luca Fallica, per una visita che ha intrecciato storia, spiritualità e memoria condivisa. Con loro anche dom Luigi Di Bussolo e dom Giuseppe Roberti.
Proprio dom Giuseppe, alla fine degli anni ’80, era Maestro dei Novizi quando accolse una delle prime Carovane di Exodus: quella che, pochi mesi dopo, avrebbe dato vita alla Comunità di Cassino nella cascina di San Pasquale, messa a disposizione dai monaci benedettini. I ragazzi di allora collaborarono per mesi alla vita del monastero: nei lavori della biblioteca, nella cura della vigna, ospitati nella Casa Sant’Antonio. Da quell’esperienza nacque un’amicizia profonda, che ancora oggi lega Exodus e Montecassino.
Dopo la visita guidata nei luoghi di San Benedetto e al museo, c’è stato un momento di condivisione con il Padre Abate: i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino la spiritualità e le scelte di Benedetto, che arrivò a Montecassino provenendo da Subiaco… in cammino.
Dal cammino di Benedetto nacque il monachesimo benedettino. Dal cammino dei ragazzi della Carovana nasceranno nuovi progetti di vita.
Historiale: memoria che parla al cuore.
Questa esperienza mi ha fatto capire che la vita, nonostante le difficoltà, può sempre rifiorire se abbiamo il coraggio di ricominciare.
12 agosto – Oggi i ragazzi della Carovana di Exodus hanno attraversato le tredici sale dell’Historiale di Cassino, il museo multimediale delle Officine Rambaldi.
Attraverso immagini, suoni, plastici e video d’epoca, hanno rivissuto la devastazione della Seconda Guerra Mondiale, la lotta per la difesa della Linea Gustav, il bombardamento dell’Abbazia di Montecassino e della città di Cassino ma soprattutto il coraggio della ricostruzione. Non solo come storia da leggere, ma come esperienza forte che scuote e fa riflettere.
E nel cuore dell’Historiale, la Sala Atelier ha offerto uno spazio per pensare insieme, per dialogare, confrontarsi, pensare al futuro partendo dalla memoria.
“Succisa virescit” – reciso, rifiorisce – rimane così non solo un motto, ma una promessa: Cassino rinasce dalla distruzione. E anche i ragazzi della Carovana, attraversando le difficoltà con impegno, stanno rifiorendo a loro volta, costruendo nuovi progetti di vita.
Nisida: storie che si incontrano, vite che ripartono
Respirare l’aria di rinascita e di emozioni uniche mi ha fatto sentire la felicità con mano.
13 agosto – Oggi la Carovana ha fatto tappa all’Istituto Penale Minorile di Nisida. Un incontro intenso con un gruppo di ragazzi detenuti: i giovani della comunità Exodus hanno raccontato le proprie storie di caduta e rinascita, mentre negli occhi dei ragazzi di Nisida si leggeva l’attenzione, la voglia di cogliere la speranza che quelle parole portavano.

Quindicenni, sedicenni che hanno commesso errori, ma che hanno il diritto di ricostruire la loro vita su basi nuove. L’IPM, diretto dall’amico Gianluca Guida, è un luogo che punta molto sulla costruzione di un nuovo progetto di vita: laboratori, recupero scolastico, un rapporto stretto con gli educatori. Purtroppo anche qui si soffre per il sovraffollamento: invece dei 40 ragazzi – questo il numero ideale con cui poter fare un buon lavoro – oggi sono quasi 80, un numero aggravato dagli effetti del cosiddetto Decreto Caivano. Intanto il Piano Carceri del Governo Meloni prevede la costruzione di 5 nuovi istituti minorili.
L’amicizia tra Exodus e Nisida continua da oltre vent’anni. E dal prossimo autunno nasceranno nuovi incontri sul tema delle dipendenze rivolti ai giovani detenuti. Anche questo è un frutto della Carovana: portare storie, speranza e possibilità di rinascita, ovunque ci sia un ragazzo pronto a rimettersi in cammino.
Sport e momenti di vita comuni
La comunità si costruisce con le piccole cose: una spaghettata, una partita sotto la pioggia, un abbraccio sincero.
Lo sport e la vita comunitaria sono stati due ingredienti fondamentali della tappa di Cassino. Nei giorni trascorsi insieme, i ragazzi della Carovana e quelli della comunità hanno condiviso partite di calcio e tornei di pallavolo che hanno acceso entusiasmo e competizione sana. Non era solo un modo per tenersi in movimento, ma un’occasione preziosa per conoscersi meglio, ridere insieme, abbattere barriere e scoprire che il gioco di squadra ha molto da insegnare anche nella vita quotidiana.
Accanto allo sport, non sono mancati i momenti più intimi e conviviali. Indimenticabile il fuoco di bivacco organizzato con gli scout della città: canti, racconti, balli e la magia del cerchio intorno alle fiamme hanno creato un clima di fratellanza che ha fatto sentire tutti parte di una stessa grande famiglia. La semplicità di quelle ore ha mostrato che la felicità può nascere da poche cose: una chitarra, una voce che intona una canzone, il calore di un abbraccio.
Ci sono stati anche spazi di festa e convivialità, come la serata di benvenuto a bordo piscina con pizze preparate dai ragazzi e verdure dell’orto, o la spaghettata dopo i tornei sportivi. Momenti di vita semplice che hanno avuto il potere di trasformare i partecipanti da sconosciuti in amici.
Queste esperienze hanno insegnato che la comunità non si costruisce solo con le parole, ma soprattutto condividendo tempo, sudore, sorrisi e silenzi. Lo sport e la vita comune sono stati quindi il terreno dove è sbocciata la fiducia reciproca, lasciando nei cuori di tutti la certezza che insieme si può sempre andare più lontano.
Sono stati giorni intensi
Non ho visto due gruppi, ma un unico gruppo con pregi e difetti, e questo mi ha fatto sentire parte di una famiglia.
Siamo giunti all’ultimo giorno di questo “pezzo” di Carovana che ha visto insieme la Comunità di Cassino e il gruppo che sta attraversando l’Italia per celebrare i 40 anni di Exodus. Sono stati giorni intensi, ma anche di riposo e di vita condivisa.

Abbiamo ripercorso i momenti più istituzionali – l’Abbazia di Montecassino, il Museo Historiale, il carcere minorile di Nisida, l’incontro con il Sindaco – e quelli più familiari: la serata di benvenuto a bordo piscina, i tornei sportivi con la spaghettata, il fuoco di bivacco con gli scout, il Ferragosto passato insieme. Non sono mancati i momenti educativi: la Parola condivisa, le chiacchierate spontanee, il gruppo con lo psicoterapeuta e oggi la verifica finale. E poi le “gite”: a Canneto in montagna, a Formia al mare.
Il deserto personale e il confronto in assemblea ci hanno aiutato a riflettere: com’è stato l’incontro fra i due gruppi? Ne usciamo arricchiti come persone e come comunità? Quali immagini e parole ci portiamo nello zaino per continuare il cammino?
Il momento dei saluti è stato intenso: abbracci, sorrisi, la promessa di rivedersi presto e soprattutto la gioia di aver condiviso una settimana che rimarrà nella memoria di tutti.
La Carovana ora riparte, ma Cassino resterà sempre un passaggio vivo e fecondo del cammino
La Parola di Verifica della Tappa di Cassino
Ciò che mi porto via non è nello zaino, ma direttamente nel cuore.
Prima di ripartire ai ragazzi è stato proposto un momento di verifica, fatto prima di un “deserto” individuale con una traccia di riflessione e poi un momento di condivisione dove tutti hanno preso la parola. Quella che segue è una sintesi del contenuto espresso negli interventi:

Verifica finale della Tappa di Cassino
La settimana trascorsa insieme tra la Carovana e la Comunità di Cassino è stata un’esperienza intensa, capace di trasformare due gruppi apparentemente distinti in una sola “grande famiglia”. Nonostante alcune tensioni iniziali, presto superate, l’incontro ha rafforzato il senso di unità e di sostegno reciproco, permettendo a ciascuno di sentirsi parte di un percorso comune.
Dinamiche di gruppo
Dopo qualche difficoltà all’inizio, il clima si è disteso grazie alla partecipazione attiva della Carovana alle attività quotidiane e ai momenti di lavoro condiviso. L’atmosfera si è trasformata in un mix di scherzi, dialoghi e sostegno reciproco. Sono emerse anche riflessioni sul valore del gruppo come somma di singoli, sull’importanza di gestire i conflitti e sull’accettazione delle differenze.
Crescita personale
Molti hanno riconosciuto questa esperienza come un “punto zero”, un nuovo inizio che ha rafforzato l’autostima e la fiducia nel futuro. L’incontro con gli altri ha permesso di superare pregiudizi, ansie e chiusure, stimolando la resilienza e la capacità di lasciarsi alle spalle il passato. La Carovana ha rappresentato anche un’occasione di ispirazione creativa e di confronto concreto sui propri cammini di cambiamento.
Accoglienza e ospitalità
La comunità di Cassino è stata descritta come calorosa e premurosa, capace di far sentire gli ospiti “a casa”. La bellezza della struttura, la cura nei servizi e la disponibilità di tutti hanno reso questa tappa una delle più apprezzate dell’intero viaggio.
Attività e uscite
Le esperienze vissute – dalle partite di calcio e pallavolo alle visite all’Abbazia, al Museo Historiale e al carcere di Nisida – hanno lasciato segni profondi, stimolando riflessioni personali e collettive. Alcuni hanno espresso rammarico per la mancata partecipazione di tutti ad alcune uscite, percepite come occasioni perse di condivisione.
Significato e prospettive
La Carovana è stata riconosciuta come lo strumento educativo originario di Exodus, fedele all’intuizione di Don Mazzi di 40 anni fa: un “movimento” che non si limita a spostarsi fisicamente, ma genera movimento interiore e connessione tra comunità. È emerso il desiderio di rivedersi e di preparare insieme il prossimo incontro, evitando che le comunità diventino “rocche fortificate” isolate, ma restino aperte e in rete.
Conclusioni
La tappa di Cassino ha lasciato in tutti la consapevolezza che il cammino è ancora lungo, ma percorribile con determinazione, forza e fiducia reciproca. L’esperienza ha unito, arricchito e rilanciato il senso di comunità, confermando la Carovana come un viaggio di rinascita personale e collettiva.
Ho toccato con mano tutti gli sforzi e i sacrifici che ho fatto per diventare una persona migliore.




